Diverse e contrastanti le reazione alla question time che si è svolta ieri alla Camera dei Deputati sul futuro delle centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi. A rispondere alle domande degli esponenti di Forza Italia, Alessandro Battilocchio e Mauro D’Attis è stato il Ministro alle Imprese e al Made in Italy, Adolfo Urso.
BATTILOCCHIO E D’ATTIS
“Oggi (ieri ndc) in Aula abbiamo chiesto al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di indicare tempi chiari per completare la valutazione delle manifestazioni d’interesse per Brindisi e Civitavecchia. Con la sua risposta dimostriamo che alle parole abbiamo fatto seguire i fatti: a Brindisi e a Civitavecchia la transizione energetica e la riconversione industriale basata su fonti nuove e innovative con le 46 proposte di nuove aziende a Brindisi e le 28 a Civitavecchia, vanno avanti”. Così i deputati di Forza Italia Mauro D’Attis, segretario di FI Puglia e Alessandro Battilocchio, segretario provinciale di Roma. “Stiamo favorendo l’insediamento di nuove aziende industriali innovative e sostenibili – proseguono -. Non ci basta la semplice decarbonizzazione: vogliamo il rilancio industriale ed economico dei due territori. Creiamo le condizioni per aumentare i posti di lavoro, dare una prospettiva seria e solida a Brindisi e Civitavecchia, ai giovani che hanno diritto di avere un futuro nella loro terra. Grazie alle nostre proposte, divenute leggi dello Stato, oggi esiste un percorso concreto, di crescita e sviluppo dei 2 territori, nella cornice della transizione.
Il Ministro Urso ha chiaramente ribadito che il PNIEC prevede la cessazione della produzione elettrica tramite carbone entro il 31 dicembre di quest’anno e che questo impegno verrà mantenuto.
Le due centrali si tengono in riserva, in manutenzione, senza produrre energia da carbone, pronte solo in caso di straordinaria necessità per la sicurezza energetica del Paese. Nel frattempo, si insediano le nuove aziende: alcuni miliardi di investimento e alcune migliaia di occupati in più. Ci sono i fondi privati, c’è il Commissario di Governo per accelerare le autorizzazioni, c’è l’Accordo di Programma. Non si inquina e si insediano nuove aziende: Brindisi e Civitavecchia possono tradurre questa fase difficile in opportunità. Stiamo operando con la coscienza di chi vuole il bene della comunità in cui vive e che rappresenta. E anche davanti ai peggiori gufi continueremo a farlo”, concludono.
ROBERTA ANGELILLI – Vicepresidente della Regione Lazio
«A proposito del mantenimento della centrale di Civitavecchia in riserva fredda, con relative attività di manutenzione, è molto apprezzabile la dichiarazione del ministro Urso che ha confermato lo stop al carbone per il 31 dicembre 2025 e ha sottolineato che il differimento del phase out non interferirà sulle procedure relative alle manifestazioni d’interesse. Anzi la strategia è quella di favorire investimenti produttivi e progettualità industriali di transizione energetica, da concludere al più presto attraverso veri e propri accordi di programma. È inoltre importante che Invitalia, che fornisce il supporto tecnico sull’analisi delle manifestazioni di interesse, sia arrivata alle fasi conclusive dell’iter ricognitivo, utile ad avviare al più presto tutte le procedure necessarie a livello autorizzativo. La Regione Lazio è pronta a dare tutto il sostegno amministrativo e tecnico per il buon esito delle progettualità. Quanto Invitalia avrà terminato la valutazione delle proposte pervenute, sarà convocato un tavolo di confronto. Sarà inoltre necessario un confronto con Enel sul piano di manutenzioni, al fine di garantire sicurezza, efficienza e continuità operativa alle imprese locali, anche in vista della futura riserva fredda dell’impianto». Lo ha dichiarato il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, all’Industria, al Commercio, all’Artigianato e Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli a commento della risposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso all’interrogazione a risposta immediata presentata dai deputati Battilocchio e D’Attis durante la seduta pomeridiana di oggi della Camera dei Deputati.
MARIETTA TIDEI – Consigliera regionale Italia Viva
“Sulla vicenda del post-carbone e sul futuro dell’impianto di Torre Nord a Civitavecchia non possiamo nasconderci: dobbiamo essere preoccupati. E, con onestà, credo che fino ad oggi non sia stato fatto tutto quello che si poteva e doveva fare. La proposta di prorogare la vita dell’impianto fino al 2038 mi pare eccessiva, ma è altrettanto evidente che una chiusura secca al 31 dicembre 2025, senza un’alternativa chiara e realistica, rischia di avere conseguenze gravi sia per la sicurezza del sistema elettrico nazionale sia per l’economia del nostro territorio, che pagherebbe un prezzo altissimo”, dichiara la capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio Marietta Tidei.
“Delle 28 manifestazioni di interesse arrivate al MIMIT non conosciamo quasi nulla: su quali aree insistono? Quali sono le reali tempistiche? Che tipo di ricadute avranno sul territorio? Domande legittime che oggi restano senza risposta. Per questo condivido le richieste di chiarezza e trasparenza avanzate anche da alcune organizzazioni sindacali, come l’USB.
Non possiamo far finta che la progettualità esistente – prosegue Tidei – sia già una soluzione pronta all’uso. Per diventare operativa serviranno anni. Anche le aree ZLS sono per lo più agricole, richiedono varianti urbanistiche che non si approvano dall’oggi al domani. Ad essere ottimisti significa parlare di almeno due anni di lavoro, ma ad oggi neppure questi passaggi sono stati avviati.
La verità è che il Governo e la Regione Lazio – in particolare l’attuale Giunta Rocca – non hanno fatto tutto ciò che andava fatto. La nuova perimetrazione della ZLS è ferma da mesi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma non abbiamo notizie sull’approvazione. E nonostante le numerose interrogazioni in Consiglio regionale, non c’è chiarezza né risposte concrete.
Inoltre, a distanza di mesi, a differenza di quanto avvenuto a Brindisi, ancora non è stato nominato il commissario, figura che sarebbe invece fondamentale per accelerare le procedure e coordinare il processo di riconversione. Mentre Genova nel Dl Economia ottiene 140 milioni di euro in due anni, a Civitavecchia non arriva nemmeno un euro per completare diversi lavori al porto. Finora abbiamo assistito solo a promesse e incontri interlocutori.
Serve un cambio di passo immediato. La Regione Lazio faccia sentire la propria voce ai tavoli nazionali. Dopo l’esclusione del sud del Lazio dalla ZES – mentre dentro sono finite Umbria e Marche, con tempismo sospetto in vista delle elezioni – è evidente che il nostro territorio rischia di essere lasciato indietro.
Civitavecchia ha dato moltissimo alla sicurezza energetica del Paese. Oggi merita investimenti, un piano industriale chiaro e un futuro. La chiusura dell’impianto può essere un’opportunità, ma solo se esistono alternative concrete. Non possiamo accontentarci di parole e dichiarazioni di principio: vogliamo certezze, investimenti e rispetto per un territorio che non può essere abbandonato”, conclude Marietta Tidei.
EMANUELA MARI – Consigliera regionale Fratelli d’Italia
“Sulla centrale di Torre Valdaliga Nord serviva chiarezza e il question time di ieri da parte del ministro del Mimit Adolfo Urso è servito proprio a dare un contorno chiaro all’attuale situazione delle centrali a carbone. Oggi sappiamo che il termine del 31 dicembre 2025 è confermato e
verrà effettuata una “fermata a freddo” delle centrali che permetterà di preservare da un lato la sicurezza energetica nazionale e dall’altra favorire la transizione energetica sulla scia di quanto già adottato da altri Paesi europei, come la Germania.
Nel frattempo, come ho ribadito in tutte le sedi, è fondamentale continuare quell’opera di valutazione delle progettualità in essere che sono emerse nelle varie fasi, anche grazie al contributo di Regione Lazio, e che hanno avuto nella manifestazione di interesse scaduta a giugno una ulteriore piattaforma di proposte per una riconversione del sito attenta all’innovazione e allo sviluppo con particolare attenzione a quei progetti che prevedano l’impiego e la riqualificazione delle maestranze locali
Quello che serve quindi non sono polemiche sterili ma una specifica formazione occupazionale per ricollocare tutta la forza lavoro finora impiegata nel comparto energetico e creare nuove occasioni di impiego sicuro e sostenibile: la strada tracciata è quella giusta, basata sulla condivisione e sull’apertura mentale a progetti qualificanti. Lasciamo ad altri le battaglie ideologiche, utili solo a spaccare ancora una volta il tessuto sociale del territorio”. Così Emanuela Mari, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
BATTILOCCHIO
“Il Ministro Urso, interrogato ieri in Aula da me e dal collega D’Attis in merito al percorso dei progetti di transizione energetica a Civitavecchia e Brindisi, ha confermato come l’analisi delle manifestazioni di interesse per gli investimenti presentati sia nelle fasi conclusive, con il supporto tecnico di Invitalia. Si parla di investimenti davvero interessanti: queste proposte, ufficialmente presentate al tavolo MIMIT, come da noi richiesto verranno rese prossimamente note. Si va quindi verso due distinti accordi di programma, in sinergia con gli enti locali, per rendere espliciti progetti, tempi e modalità degli investimenti produttivi. Il Ministro, senza giri di parole, ha anche confermato che , come previsto dal PNIEC, l’Italia cesserà la produzione di energia elettrica tramite carbone il 31 dicembre 2025 e che gli impianti (già non operativi da diversi mesi) rimarranno a riserva fredda, senza produzione e in manutenzione, pronti solo in caso di emergenze nazionali. Per Civitavecchia sono state presentate al Mimit, sulla base della norma voluta da me e dal collega D’Attis, 28 proposte, alcune delle quali necessitano di ulteriore definizione delle aree e autorizzazioni ambientali o urbanistiche, sulle quali bisogna lavorare. Mi auguro che, avendo il Ministro chiarito, si riesca a operare subito in sinergia, in questa contingenza complessa di transizione che può diventare un’opportunità per il territorio” ha dichiarato Alessandro Battilocchio, Deputato di Forza Italia e primo firmatario della proposta, divenuta legge, che ha istituito il tavolo ministeriale per la transizione energetica di Civitavecchia e Brindisi.


