Phase out TVN, Urso: “Riserva fredda fino al 2038. I 28 progetti proseguono l’iter”

Lo stop all’utilizzo del carbone arriverà entro la fine del 2025, ma la centrale di Torre Valdaliga Nord resterà in riserva fredda fino al 2038. A confermarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo oggi pomeriggio a un question time alla Camera dei Deputati. Il tema è stato sollevato dai deputati Alessandro Battilocchio, che nei giorni scorsi aveva firmato (insieme a Carlo Calenda di Azione) un ordine del giorno con cui si chiede proprio la proroga dell’esercizio delle centrali a carbone fino al 2038, Mauro D’Attis. Nel suo intervento, Urso ha precisato che l’attuale percorso previsto per le centrali di Civitavecchia e Brindisi non è in contrasto con i 28 progetti già presentati per l’area di Civitavecchia. Il ministro ha sottolineato come i lavori dei comitati di coordinamento istituiti dal Ministero per la riconversione vadano avanti, grazie anche alla disponibilità di aree idonee “indipendentemente dalle immediate dismissioni”.

“Confermo l’impegno del ministero a concludere al più presto il percorso già individuato per giungere poi ai due accordi di programma, peraltro il PNIEC prevede per l’Italia la cessazione della produzione dell’energia elettrica tramite carbone al 31 12 di quest’anno: impegno mantenuto. Il 31 luglio scorso la camera dei Deputati ha votato un ordine del giorno che impegna il Governo a proporre una revisione del piano prevedendo solo il posticipo del phase out del carbone in Italia al 2038. Sarà realizzata quindi una fermata a freddo delle centrali finalizzata a garantire la sicurezza energetica nazionale senza recare alcun pregiudizio all’ambiente in linea con la misure adottate da altri paesi europei come la Germania, che ha mantenuto in riserva alcuni impianti a carbone. Cioè significa che gli impianti saranno mantenuti in manutenzione ai fini di garantire l’utilizzo in riserva nel caso di emergenza nazionale, ove la situazione geopolitica, piuttosto gravida di rischi, ne determinasse la necessità. Per quanto riguarda i progetti di riconversione delle centrali a carbone di Cerano a Brindisi e di TVN a Civitavecchia il differimento del phase out non inficia nelle attività dei due comitati di coordinamento costituiti a tale scopo presso il Ministero, che prosegue con celerità potendo comunque contare sulla disponibilità di aree idonee indipendentemente dalle immediate dismissioni, soprattutto a Brindisi. In questa prospettiva è stata avviata la pubblicazione sul sito del Ministero di due avvisi per acquisire progettualità di investimento nei rispettivi territori di Brindisi e di Civitavecchia. Per Brindisi, confermo, sono pervenute 46 proposte, in gran parte relative a energia rinnovabile, economia circolare e logistica, di cui 9 già presentate nella riunione del 20 settembre 2024 presso la Prefettura e meglio dettagliate nell’incontro del comitato dello scorso 29 Maggio. Per il coordinamento delle attività di riconversione è stato nominato commissario straordinario l’attuale prefetto Luigi Carnevale. Per Civitavecchia sono arrivate 28 proposte, alcune delle quali necessitano di definizione delle aree e autorizzazioni ambientali e urbanistiche. Le elaborazioni delle manifestazioni di interesse sono nelle fasi conclusive con il supporto tecnico di Invitalia, al fine appunto di realizzare, come dicevo all’inizio, di intesa appunto con gli enti locali, due distinti accordi di programma che renderanno espliciti progetti, tempi e modalità degli investimenti produttivi.”