La maggioranza del Consiglio comunale di Civitavecchia a sostegno del popolo palestinese: il contenuto dell’OdG per la pace e il gemellaggio con Gaza City

Prosegue l’impegno del Consiglio Comunale di Civitavecchia a sostegno della drammatica situazione che sta colpendo il popolo palestinese. Dopo l’approvazione di pochi mesi fa di due significative mozioni per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per la riattivazione del gemellaggio con la città di Betlemme, i Consiglieri Comunali della maggioranza hanno presentato ieri un Ordine del Giorno ad ulteriore difesa dei principi di giustizia e umanità, assumendo una posizione ferma e inequivocabile in favore della pace e della salvaguardia delle vite civili.

Con questo atto, il Consiglio comunale e la Giunta, sulla base dei principi sanciti dallo Statuto Comunale e dalla Costituzione italiana, che riconoscono agli enti locali la possibilità di stabilire rapporti e accordi di cooperazione internazionale, mirano al rafforzamento dei rapporti istituzionali con l’Ambasciata palestinese, al sostegno di iniziative umanitarie, alla condanna di ogni violenza contro civili e strutture essenziali e, come punto centrale del documento, ad avviare un gemellaggio ufficiale tra il Comune di Civitavecchia e la città di Gaza, in linea con quanto già realizzato da diverse amministrazioni italiane.

Il contenuto dell’odg:

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE
Il conflitto israelo-palestinese nasce da un lungo intreccio di aspirazioni nazionali, processi coloniali e guerre regionali che hanno trasformato, di decade in decade, la geografia umana e politica della Palestina storica. Dalla fine dell’Ottocento si afferma in Europa il movimento sionista, che propone il ritorno in Palestina come risposta all’antisemitismo e alle persecuzioni; sotto l’Impero Ottomano l’immigrazione ebraica cresce e, con essa, le frizioni con le comunità arabe locali. Nel 1917 la Dichiarazione Balfour del governo britannico alimenta aspettative contrapposte su un “focolare nazionale ebraico” in Palestina; nel periodo del Mandato (1920–1947) si susseguono tensioni e rivolte che evidenziano l’impraticabilità di una convivenza mediata da potenze coloniali.
Nel 1947 l’ONU propone la partizione del territorio in due Stati; la proposta è accolta dal movimento sionista e respinta dalle leadership arabe. Il 14 maggio 1948 nasce lo Stato di Israele, segue la prima guerra arabo-israeliana e l’esodo di oltre settecentomila palestinesi (Nakba), che inaugura una diaspora tuttora aperta. Nel 1967 la Guerra dei Sei Giorni si conclude con l’occupazione israeliana di Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est; nel 1973 la Guerra del Kippur conferma la fragilità degli equilibri regionali. La Prima Intifada (1987–1993) apre alla stagione di Oslo, ma la Seconda Intifada (2000–2005) ne sancisce il fallimento. Nel 2007 Hamas prende il controllo della Striscia di Gaza e il blocco israeliano-egiziano cristallizza precarietà e dipendenza; i cicli di guerra del 2008–2009, 2012, 2014 e 2021 moltiplicano vittime civili e distruzioni. Il 7 ottobre 2023 l’attacco di Hamas in Israele (oltre 1.200 morti e centinaia di ostaggi) innesca una nuova offensiva israeliana su Gaza che, tra il 2023 e il 2025, produce decine di migliaia di morti palestinesi, sfollamenti di massa e il crollo dei servizi essenziali.
CONSIDERATO CHE
Nel periodo 1° febbraio – 13 agosto 2025 si sono registrati i seguenti fatti, ampiamente documentati da organismi internazionali, agenzie ONU e ONG per i diritti umani. I paragrafi che seguono sono descrittivi e puntuali; ogni punto riporta link completi alla fine, da inserire agli atti.
• Attacchi letali a scuole e rifugi gestiti o ospitati da agenzie ONU — In più città della Striscia, edifici scolastici e strutture usate come rifugi sono stati colpiti ripetutamente mentre ospitavano migliaia di sfollati. Le evaluazioni indipendenti descrivono un pattern in cui le scuole — spesso segnalate e note alle autorità militari — diventano teatri di esplosioni e incendi che travolgono intere famiglie; i rapporti mettono in luce l’assenza di “luoghi sicuri” e la distruzione o il danneggiamento della quasi totalità del patrimonio scolastico. Le stesse agenzie ONU indicano che oltre il 90% degli edifici scolastici è stato colpito o gravemente danneggiato e che colpi contro scuole-rifugio e tende di sfollati continuano a causare vittime.

Fonte: https://www.hrw.org/news/2025/08/07/gaza-israeli-school-strikes-magnify-civilian-peril ; https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-311-gaza-strip Human Rights WatchOCHA Territorio Palestinese Occupato
• Impiego della fame come metodo di guerra — Nel luglio 2025 Amnesty International documenta che il sistema di distribuzione “militarizzato” degli aiuti, unito a restrizioni prolungate a valichi e convogli, ha fatto crollare la disponibilità di cibo e favorito incidenti mortali nei punti di distribuzione; le evidenze raccolte qualificano l’uso della fame come arma contro i civili e la deliberata imposizione di condizioni di vita calcolate per portare alla loro distruzione fisica. In parallelo, aggiornamenti OCHA segnalano allarmi IPC su soglie di carestia raggiunte a Gaza City, tassi di malnutrizione acuta in forte aumento tra i bambini e centinaia di morti e feriti tra chi tenta di raggiungere gli aiuti ai checkpoint o lungo le rotte dei convogli.
Fonte: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/07/gaza-evidence-points-to-israels-continued-use-of-starvation-to-inflict-genocide-against-palestinians/ ; https://www.ochaopt.org/content/gaza-humanitarian-response-update-20-july-2-august-2025 Amnesty InternationalOCHA Territorio Palestinese Occupato
• Uccisioni di giornalisti e compressione della libertà di stampa — Il 10 agosto 2025, un attacco aereo su Gaza City, in prossimità dell’area dell’ospedale Al-Shifa, uccide operatori dell’informazione, tra cui il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif. Il Committee to Protect Journalists qualifica l’episodio come “attacco mirato” e aggiorna un bilancio già senza precedenti di giornalisti palestinesi uccisi dall’inizio della guerra. La sistematicità di questi episodi priva la popolazione civile e la comunità internazionale di testimoni indipendenti ed erode gli spazi minimi di trasparenza.

Fonte: https://cpj.org/2025/08/israel-kills-al-jazeera-journalists-in-targeted-gaza-city-airstrike/ Committee to Protect Journalists
• Rasatura di Khuza’a e distruzione punitiva su larga scala — Analisi satellitari pubblicate a giugno 2025 mostrano che, nell’arco di due settimane di maggio, la città di Khuza’a (sud di Gaza) è stata praticamente rasa al suolo: quartieri residenziali, scuole, luoghi di culto e reti di base cancellati o irrecuperabili. Le valutazioni sottolineano che la scala e la modalità della distruzione eccedono la necessità militare e indicano una campagna deliberata di “distruzione sconsiderata” con effetti di lungo periodo sull’abitabilità dell’area.
Fonte: https://www.amnesty.org/en/latest/news/2025/06/satellite-imagery-reveals-total-razing-of-khuzaa-in-may-2025-in-further-evidence-of-israels-wanton-destruction-and-genocide-in-gaza/ Amnesty International
• Detenzioni arbitrarie, torture e violenze (anche su personale sanitario) — Un rapporto di Physicians for Human Rights – Israel (febbraio 2025) raccoglie testimonianze di medici, infermieri e civili palestinesi arrestati, tenuti incommunicado e sottoposti a pestaggi, torture, privazioni di cibo e acqua e, in alcuni casi, violenze sessuali; sono segnalate anche negazioni di cure salvavita. Il dossier — corredato da una pubblicazione completa in formato PDF — delinea pratiche incompatibili con le Convenzioni di Ginevra e con gli standard minimi di detenzione.

Fonte: רופאים לזכויות אדם+1
• Escalation in Cisgiordania e impiego di carri armati — A fine febbraio 2025 si registrano operazioni con carri armati in Cisgiordania per la prima volta da due decenni, nell’ambito di una campagna che organizzazioni indipendenti descrivono come la più lunga e intensa dagli inizi anni 2000. Contestualmente aumentano attacchi di coloni contro villaggi palestinesi, con denunce di complicità o inerzia delle forze di sicurezza.

Fonte: https://www.hrw.org/news/2025/02/26/israel-imports-gaza-abuses-west-bank Human Rights Watch
• Incidenti letali ai punti di distribuzione degli aiuti — Aggiornamenti settimanali OCHA documentano, tra fine luglio e inizio agosto 2025, numerosi episodi con morti e feriti tra persone in attesa di cibo lungo le rotte dei convogli o presso i checkpoint “militarizzati”; l’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani chiede indagini rapide e indipendenti. L’insieme dei dati descrive un contesto in cui l’accesso all’alimentazione di base espone i civili a rischi mortali ricorrenti.

Fonte: https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-update-311-gaza-strip OCHA Territorio Palestinese Occupato
• Conferma dei mandati di arresto della Corte Penale Internazionale — Il 16 luglio 2025 la Pre-Trial Chamber I della CPI respinge la richiesta dello Stato di Israele di ritirare i mandati d’arresto emessi contro il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, e rigetta anche la richiesta di sospensione dell’indagine sul “Situation in the State of Palestine”; i mandati restano in vigore mentre prosegue il vaglio giurisdizionale.
Fonte (atto ufficiale della Corte): https://www.icc-cpi.int/court-record/icc-01/18-457 CPI

RITENUTO CHE
la memoria storica e la corretta informazione pubblica sono condizioni essenziali per comprendere le cause profonde del conflitto e per orientare scelte politiche rispettose del diritto internazionale; che la protezione dei civili — senza eccezioni — è principio inderogabile sancito dalle Convenzioni di Ginevra; che la compressione della libertà di stampa e l’impedimento dell’accesso umanitario aggravano la crisi e ostacolano ogni prospettiva di pace; che l’Italia riconosce il diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli e sostiene una soluzione negoziata fondata sul reciproco riconoscimento e sulla sicurezza di due Stati.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
Ad aprire un canale ufficiale con l’ambasciata Palestinese in Italia per verificare ogni possibile forma di collaborazione istituzionale, da protocolli d’intesa, gemellaggio con Gaza city, patti di collaborazione e coinvolgere l’ambasciata stessa in una grande manifestazione di sostegno al popolo palestinese da indirsi coinvolgendo tutti i corpi sociali e la cittadinanza.
A condannare ogni atto di violenza contro civili e strutture essenziali;
A sollecitare il Governo italiano affinché promuova in sede ONU un processo di pace inclusivo e garantito;
A richiedere la sospensione dell’export di armamenti verso le parti in conflitto fino al rispetto del diritto internazionale;
A diffondere la presente ricostruzione storica a fini educativi, in collaborazione con scuole, biblioteche e associazioni;
A sostenere campagne di raccolta fondi e aiuti umanitari per le popolazioni colpite.

Marco Di Gennaro
Albertina Cottuno
Maila Baroncini
Maila Maccarini
Enrico Corrias
Marina De Angelis D’Ossat
Augusto Delle Monache
Alessandra Lecis
Dario Menditto
Lucia Aprea
Flavio Fustaino
Giancarlo Cangani
Giancarlo De Gennaro
Mirko Urbani
Ismaele De Crescenzo
Valentina Di gennaro