Civitavecchia. Fdi e Gd si scontrano sulla FL5

“Un passo concreto per il trasporto pubblico locale”, per Fratelli d’Italia. “L’ennesima passerella politica”, secondo i Giovani Democratici. La presentazione del nuovo treno sulla tratta Civitavecchia-Roma, avvenuta ieri alla stazione di Civitavecchia, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera e della consigliera regionale Emanuela Mari, ha acceso il dibattito politico in città.

Il circolo “Giorgio Almirante” di Fratelli d’Italia ha accolto con favore l’iniziativa e secondo i meloniani “il nuovo convoglio è già operativo ed è una risposta concreta alle problematiche di una tratta congestionata dai flussi pendolari e crocieristici”. “La Regione Lazio – afferma il coordinatore Paolo Iarlori – in sinergia con Trenitalia, sta dimostrando attenzione verso il nostro territorio”. Secondo Iarlori, il nuovo treno, caratterizzato da una livrea verde e improntato all’innovazione e alla sostenibilità, è solo il primo segnale di un impegno più ampio del centrodestra per modernizzare la rete regionale visto che, “con almeno 20 nuovi treni in arrivo a breve e un piano da 40 complessivi, il governo Rocca sta mantenendo gli impegni assunti con i cittadini”.

Ma per i Giovani Democratici di Civitavecchia, la presentazione ha avuto tutt’altro significato. “È solo facciata – scrivono in una nota – mentre ogni mattina pendolari e studenti affrontano treni sovraffollati, ritardi cronici, disservizi continui. Si festeggia un restyling estetico davanti a vagoni vuoti, ignorando i veri disagi di chi viaggia alle 7 o alle 8”. Nel mirino dei GD finisce soprattutto la consigliera Mari, accusata di anteporre gli interessi di partito a quelli dei cittadini. “Si parla di 72 nuovi treni entro il 2026, ma a oggi nessun intervento concreto è visibile. Siamo disponibili a collaborare con i comitati dei pendolari per pretendere un cambiamento vero. Basta propaganda, serve responsabilità. La FL5 è tra le tratte più problematiche del Lazio, con picchi di ritardi e soppressioni fino al 17%. Eppure si festeggia un restyling estetico mentre pendolari e studenti continuano a viaggiare in condizioni indegne. Se davvero si volesse capire il disagio reale, sarebbe sufficiente salire su un treno delle 7 o delle 8 del mattino, anziché posare davanti ai vagoni vuoti.”