UCRAINA. L’INTERVISTA AL CONSIGLIERE REGIONALE EMILIANO MINNUCCI

di Ludovica Paolessi

La situazione in cui ci troviamo da qualche mese a questa parte sta mettendo in seria difficoltà tutte le potenze del mondo. L’Ucraina sta affrontando una pagina nera della sua storia e insieme a lei la maggior parte dei paesi del mondo si sta stringendo intorno alle famiglie, alle mamme, ai papà e soprattutto ai bambini, creature troppo giovani e innocenti per dover vivere una simile crudeltà. Abbiamo parlato della situazione riguardante l’Ucraina e dei possibili scenari attuali e futuri nel nostro paese, alla luce di ciò che sta accadendo, con il Consigliere Regionale Emiliano Minnucci che ha dichiarato che “mai ci saremmo aspettati questa svolta degli eventi che ha portato fino a qui. E’ indispensabile per capire il contesto mettere subito in chiaro due elementi: il primo è che siamo alla presenza di un aggredito, che è il popolo ucraino, e di un aggressore, la seconda è che la guerra non deve più essere la risposta ai conflitti internazionali.”

Quale è, secondo lei, il modo migliore in cui si può gestire questa situazione?

“Credo la strada maestra sia continuare a creare i presupposti di un tavolo di trattative ed un contestuale cessate il fuoco tra l’Ucraina e la Russia, una condizione a cui dovrebbero lavorare l’Italia, l’UE tutta e le altre potenze.

L’arrivo ad una tregua come presupposto ad un tavolo di trattative salverebbe migliaia di vite. Soltanto rimettendo al centro la politica si può infatti pensare di porre fine alla guerra: la guerra non è infatti, come diceva qualcuno “il proseguimento della politica con altre armi”, ma, al contrario, è proprio ciò che segna la fine di quest’ultima.

Al riguardo la storia dovrebbe insegnarci qualcosa, ma evidentemente non è così. L’essere umano dovrebbe imparare da ciò che ha già vissuto, mentre al contrario sembra essere predisposto a farsi piombare addosso le stesse situazioni che si ripetono ciclicamente e che portano sempre le stesse conseguenze disastrose”.

L’Italia sta partecipando ai corridoi umanitari?

“La premessa è che chi fugge dalla guerra, come è scritto sulla nostra Costituzione, va salvaguardato. Questo malgrado per l’Italia, e per i paesi che aderiranno ai corridoi umanitari ci saranno ricadute importanti, con pesi economici e sociali conseguenti. I numeri stimati sono di un milione di profughi in arrivo dall’Ucraina e questo avrà ovviamente un forte contraccolpo; in questo frangente però è la solidarietà che deve prevalere e sono ben contento di vedere una comunità, quella dei miei concittadini, unita e forte, pronta ad aiutare persone che fuggono dall’orrore ed a cui manca ogni bene anche di prima necessità. Sono lieto che anche le comunità delle città sul lago di Bracciano si siano mobilitate, in una catena di solidarietà mai vista prima”.

Come commenta la Regione Lazio questa situazione di emergenza?

“La Regione Lazio ha già affermato che le strutture sanitarie sono a disposizione per l’accoglienza sanitaria. L’ente si sta mobilitando con le università (la Sapienza) dove studiano attualmente ragazzi ucraini per richiedere asilo politico per cinque studenti Erasmus e gli alloggi saranno a spese della Regione. Il fine di tutto questa ed altre iniziative analoghe è quello non solo di aiutare concretamente ma anche di far sentire una vicinanza in un momento drammatico”.

Economicamente parlando, quali sono i contraccolpi che avremo o che già stiamo avendo?

“Il contraccolpo economico è già iniziato, come prima cosa possiamo accorgerci, da qualche mese a questa parte, dell’aumento delle bollette, il prezzo del gas e delle materie prime in generale che volano alle stelle. L’Ucraina inoltre il massimo produttore di grano e di altre materie prime di larghissimo consumo nel nostro paese; il blocco dei rifornimenti provenienti dall’Ucraina col conseguente aumento dei prezzi che si unisce a quello succitato delle materie prime avrà ricadute importanti sul potere d’acquisto, purtroppo soprattutto per i nuclei familiari a basso reddito.Ma conseguenze ovviamente, oltre che sul piano dei consumi, ci saranno anche sul piano macroeconomico. Si pensi alle conseguenze del caro bollette sulle grandi aziende, (magari operanti nella grande distribuzione organizzata) già provate da due anni di pandemia che rischiano, non riuscendo a sostenere i nuovi aumentati costi, di andare letteralmente fuori mercato, innescando un effetto domino devastante per l’economia reale. In conclusione abbiamo la certezza che oltre alle ricadute umane, che sono quelle che ci stanno più a cuore, ci saranno sicuramente, e sono già iniziate, delle ricadute economiche che metteranno in seria difficoltà il nostro e tanti altri paesi.”

 

Ci congediamo con la speranza che tutto questo possa finire prima di quanto previsto per poter riprenderci dai colpi, sia umani che economici, inferti da questa guerra nel minor tempo possibile.