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LAZIO. COLDIRETTI: PRONTE PRIME DENUNCE CONTRO PRATICHE SLEALI

Roma, 13 feb. (askanews) – Il comparto zootecnico del Lazio, che offre lavoro a più di 20 mila dipendenti, conta oltre un milione di capi che rappresentano circa il 5% del dato nazionale con una presenza dell`86% di ovini, caprini, bovini e oltre il 5% di bufalini. Un patrimonio che negli ultimi anni ha subito un ridimensionamento del 3 per cento. “Un settore che produce ogni anno in Italia oltre 12 milioni – aggiunge Granieri – di tonnellate di litri di latte di mucca. Non possiamo permetterci di metterlo a rischio. Dobbiamo salvaguardare uno dei comparti chiave dell`agroalimentare italiano e laziale. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”. Nel Lazio registriamo già una preoccupante diminuzione di aziende. Solo negli ultimi anni se ne contano 300 in meno. Una situazione che potrebbe peggiorare a causa della pandemia e dell`aumento delle materie prime, che vanno dal 50% fino al 150% per gli agricoltori. Un`impennata dei prezzi che si ripercuote a cascata sui bilanci delle imprese agricole strozzate dagli aumenti, che non sono minimamente compensati da prezzi di vendita

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