PAC, Tiso: le cinque priorità di Confeuro per l’agricoltura UE

Per Andrea Tiso, Confeuro, la posizione negoziale che definisce il quadro post 2027 della Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta uno snodo cruciale per il futuro dell’agricoltura europea. È indispensabile che le istituzioni comunitarie diano ascolto alle reali necessità degli agricoltori, costruendo una PAC più equa, inclusiva e in grado di affrontare con decisione le sfide economiche, produttive, sociali e ambientali.

A fare il punto è il presidente nazionale di Confeuro (Confederazione Agricoltori Europei), che individua cinque priorità strategiche imprescindibili. Al primo posto figura la perequazione delle risorse e la tutela di micro, piccole e medie aziende: secondo Confeuro, occorre riequilibrare i finanziamenti, ponendo fine allo sbilanciamento verso le macroaziende e offrendo un sostegno concreto a quel tessuto produttivo che subisce maggiormente i contraccolpi delle crisi di mercato e delle emergenze climatiche.

La seconda priorità riguarda un forte impulso al ricambio generazionale, poiché non può esserci futuro senza un piano strategico e finanziario dedicato ai giovani, garantendo l’accesso alla terra, al credito e ai fondi della PAC. A seguire, l’associazione chiede un sostegno continuativo all’agricoltura biologica e all’agroecologia, affinché la transizione ecologica sia accompagnata da una costante tutela del reddito degli agricoltori. La quarta direttrice strategica punta su fondi mirati all’innovazione e alla transizione tecnologica e digitale delle imprese, leva fondamentale per la competitività anche delle realtà più piccole. Infine, viene ribadita la centralità della condizionalità sociale, intesa come pilastro irrinunciabile per la dignità del lavoro e l’equità competitiva nell’erogazione dei fondi europei.

Sul futuro della programmazione comunitaria, Andrea Tiso conclude con un appello: «Queste cinque priorità dunque devono trovare spazio concreto nel nuovo impianto della PAC post 2027. Non possiamo permettere che la politica agricola europea perda la propria funzione originaria: sostenere chi produce, garantire reddito e tutelare il futuro delle comunità rurali. Servono scelte politiche chiare e risorse adeguate da parte della Ue, non ulteriori penalizzazioni per le imprese agricole».