Euromò: “Europa potenza incompiuta. Ancora troppo dipendenti da USA”

“L’Europa spende sempre di più per la difesa, ma resta ancora fortemente dipendente dagli USA.” È quanto sostengono, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano, indicando nella guerra in Ucraina la conferma delle fragilità europee sul fronte dell’autonomia strategica.

Secondo Euromò, il conflitto e il progressivo disimpegno americano hanno avviato una corsa al riarmo. Gli Stati membri hanno incrementato la spesa militare, mentre il piano Readiness 2030 punta a mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa.

Ma per il movimento, spendere di più non significa automaticamente diventare più autonomi. L’Europa continua infatti a fare i conti con ritardi industriali, frammentazione dei sistemi nazionali, duplicazioni e rivalità tra governi e industrie. Restano inoltre forti dipendenze dagli Stati Uniti per capacità considerate decisive, dall’intelligence ai sistemi d’arma più avanzati.

Nella nota, Euromò richiama anche l’esperienza ucraina per sottolineare il peso dell’innovazione tecnologica e dell’integrazione delle capacità produttive. “La vera sfida è trasformare la necessità del riarmo in un progetto politico europeo, fondato su unità, diplomazia e sicurezza collettiva. Senza una strategia comune, l’Europa rischia di spendere di più senza diventare davvero autonoma” conclude la nota.