VECCHIA, ALTRA BRUSCA FRENATA: ARANOVA INARRESTABILE

Di Marco Grande

 

Doveva essere il pomeriggio del riscatto, per il Civitavecchia di Castagnari. Invece, è stato l’ennesimo giorno di gloria dell’Aranova. Al Tamagnini, sono gli uomini di Scarfini ad imporsi. Finisce 1-3 per la capolista, che centra il decimo successo di fila in campionato. Per i nerazzurri, invece, arriva il secondo k.o. consecutivo a distanza di soli tre giorni dalla sconfitta di Soriano nel Cimino.

 

La Vecchia parte meglio in avvio, impattando spesso sul muro eretto da Zonfrilli. Nella seconda parte del primo tempo, l’Aranova sale in cattedra e colpisce il palo con Cipriani. Poi è un provvidenziale Di Mauro a salvare sulla linea il colpo di testa di Teti, destinato ad entrare in porta. Si va negli spogliatoi a reti bianche.

 

Neanche il tempo di iniziare la ripresa, che Teti segna subito il vantaggio degli ospiti, sugli sviluppi di calcio d’angolo. Doccia fredda per i nerazzurri, che però trovano la forza di reagire: lo fanno col nuovo entrato De Costanzo. Punizione dai 25 metri del Pocho che beffa un non impeccabile Zonfrilli. È 1-1. Sembra l’inizio di una nuova partita, ma l’apparenza inganna e il pareggio dura giusto il tempo di un caffè. Germoni, infatti, poco dopo su calcio di punizione sorprende dall’out di destra un rivedibile Aceto, per la rete del nuovo sorpasso.

La Vecchia non demorde e si spinge in avanti a caccia del 2-2. Inevitabilmente, però, si scopre un po’.

Così, il neo entrato Calvigioni la chiude in pieno recupero con un coast to coast personale che sorprende la retroguardia dei tirrenici.

Arriva il triplice fischio: l’Aranova batte il Civitavecchia per 3 a 1 e vola a quota 40 punti in classifica. Gli uomini di Castagnari, invece, restano inchiodati a 28.

Forse è un risultato bugiardo, che non rispecchia in pieno quento visto sul manto erboso del Tamagnini. Ma comunque rimane il rammarico per quello che oggi poteva essere e che mai sarà.