Oggi esce il teaser del primo documentario del progetto “Le Radici dello Sport”, patrocinato e finanziato dal Comune di Civitavecchia e e fortemente voluto dal delegato allo Sport, Patrizio Pacifico che l’ha definita “tra le più necessarie per la nostra città”. Il primo episodio è dedicato a Marco Galli, campione della pallanuoto e definito “il gentleman delle piscine”.
“Perché la politica sportiva non è solo la gestione di impianti, né il bilanciamento di spazi contesi – ha scritto il delegato – quello è dovere amministrativo: far rispettare le regole, senza tifoserie e senza favoritismi. La vera politica sportiva comincia quando lo sport diventa memoria, comunità, identità condivisa.
Ridurre lo sport a terreno di contrapposizione, a tifoserie fuori dal campo, significa tradirne l’essenza. Perché lo sport non nasce per dividere, ma per unire.
Non tollera barriere ideologiche, perché vive solo nel riconoscimento reciproco.
Con questo progetto restituiamo qualcosa a chi tanto ha donato a Civitavecchia: Marco Galli, un signore dentro e fuori dall’acqua, simbolo della nostra pallanuoto, orgoglio di una città che in lui ha visto l’eleganza della forza e la dignità del sacrificio. Dopo anni in cui abbiamo ricevuto da lui e dalla sua storia, questo documentario è un atto di riconoscenza verso la sua memoria e la sua famiglia.
Lo porteremo nelle scuole. Perché i ragazzi non devono solo conoscere i risultati sportivi, ma radicarsi nella storia che li precede. Perché crescano sentendo di appartenere a una comunità che nello sport trova un linguaggio universale: un linguaggio che unisce, mai che divide.
Per anni, senza averlo mai conosciuto, ho lasciato una rosa rossa sul suo marmo. Ogni volta che lo sport mi metteva davanti a un bivio, era a lui che chiedevo silenziosamente consiglio.
Oggi quella rosa diventa collettiva: non più gesto intimo, ma memoria condivisa, che restituisce alla città ciò che appartiene alla sua storia migliore. Che questo sia solo il primo passo.
Perché ricucire la comunità attraverso lo sport significa ritrovare la bussola che tiene insieme regole e passioni, radici e futuro.
E se lo sport torna ad essere questo, non è più solo gioco o vittoria.
È un bene comune che resiste, che educa, che unisce”.


