A Civitavecchia si torna a parlare seriamente di sviluppo termale. Dopo decenni di promesse mancate, finalmente si intravede un orizzonte concreto. Il merito è dell’Amministrazione comunale guidata da Marco Piendibene, che, con sobrietà e determinazione, sta restituendo dignità strategica a una delle risorse più preziose del nostro territorio: le acque termali.
Nel corso di un recente evento cittadino, è emersa con chiarezza una nuova filosofia amministrativa: non più parole, ma azioni; non più immobilismo, ma programmazione; non più visioni a compartimenti stagni, ma integrazione intelligente tra pubblico e privato.
Il Comune ha ripreso in mano il progetto termale originato dalla variante urbanistica del 2008, lavorando con metodo sulla ricostruzione catastale delle particelle, sul recupero dello scheletro edilizio abbandonato, e soprattutto sul ripristino dei pozzi: un investimento concreto di 400.000 euro per garantire che l’acqua termale — oggi dispersa inutilmente — possa tornare a essere un motore di sviluppo e benessere.
Ma ciò che rende questa fase davvero straordinaria è la visione d’insieme. L’obiettivo è ambizioso: realizzare un grande parco termale archeologico e turistico, che colleghi la zona dell’autostrada nord alle terme pubbliche e private, alla Figoncella e ai nuovi ritrovamenti di AQuetauri, offrendo ai cittadini e ai visitatori un percorso unico fatto di salute, storia, natura e cultura. Un progetto che può diventare simbolo di rigenerazione urbana, sociale e persino spirituale.
Il dialogo con i privati — in primis con la famiglia Sensi — è stato improntato a realismo e apertura: l’Amministrazione ha proposto un accordo procedimentale che superi il limite della frammentazione e unisca le forze in un project financing etico, in cui il Comune resti proprietario e garante dell’interesse pubblico. Un modello virtuoso che potrebbe persino abbreviare i tempi burocratici, ribaltando la vecchia logica secondo cui il pubblico rallenta lo sviluppo.
In questo quadro, assume particolare rilievo la certificazione delle proprietà curative delle acque. Per la prima volta nella storia cittadina, l’Amministrazione ha deciso di mettere nero su bianco ciò che il popolo sa da generazioni: che le acque della ficoncella fanno bene, ma ora sarà la scienza a dirlo ufficialmente, grazie a un ciclo completo di analisi stagionali che culmineranno a fine anno con un documento riconosciuto a livello nazionale.
Questa è una politica che non si limita a gestire, ma interpreta il presente e costruisce il futuro. In un tempo in cui le amministrazioni locali sono spesso accusate di mediocrità o inerzia, quella di Marco Piendibene si distingue per competenza, concretezza e visione. Una squadra coesa che conosce il territorio, che ascolta, che progetta e che agisce.
Personalmente, ricordo ben poche amministrazioni a Civitavecchia capaci di operare con tanta lungimiranza, senza proclami, senza clamore, ma con la forza silenziosa delle cose fatte bene. È questa la politica che serve, ed è questa la direzione che oggi sembra finalmente intrapresa.
Il termalismo non è solo un’opportunità economica: è un’identità da riscoprire, un’eredità da valorizzare, una speranza da offrire alle nuove generazioni. E oggi, grazie a questa amministrazione, quella speranza ha finalmente un volto, un metodo e un percorso possibile.


