Una giornata di grande valore culturale e simbolico per Civitavecchia, che ha riabbracciato uno dei suoi figli più illustri: Luigi Calamatta. Sabato, presso l’aula Pucci, è stata inaugurata la mostra documentaria dedicata all’artista e incisore ottocentesco, in occasione dell’anniversario della sua nascita. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ricostruire il profilo storico e intellettuale di Calamatta, figura centrale della cultura civitavecchiese e del panorama risorgimentale italiano, la cui memoria è stata a lungo trascurata. Un lavoro di ricerca e valorizzazione reso possibile grazie all’impegno di storici, archeologi e studiosi, coordinati da Giovanni Insolera, docente, ricercatore e direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. “Quando ho accettato la delega all’Archivio storico, ero convinto della necessità di rilanciarlo. Civitavecchia aveva perso anni di documentazione, ma grazie al lavoro della nostra equipe siamo riusciti ad aggiornarlo e arricchirlo”, ha dichiarato Insolera durante la presentazione. “Dalle ricerche sono emersi aspetti sorprendenti della figura di Calamatta: non solo artista e incisore di fama, ma anche intellettuale impegnato nei movimenti politici del tempo. Frequentava i circoli mazziniani, si avvicinò alle idee cavouriane e arrivò persino a combattere con i garibaldini, ha aggiunto Insolera. Un contributo fondamentale al recupero del legame tra l’artista e la città si deve ad Alessandro Cialdi, che lo ospitò e sostenne nel suo ritorno a Civitavecchia.” Presenti all’inaugurazione anche il sindaco Marco Piendibene e la vicesindaca e assessora alla cultura Stefania Tinti. “Quella di oggi non è solo una mostra, ma un atto di riappropriazione del patrimonio culturale cittadino”, ha detto il primo cittadino “Dopo oltre vent’anni, archivio e mostra tornano a dialogare. È un primo passo verso il rafforzamento dell’Archivio storico comunale, che deve diventare uno strumento vivo di conservazione e creazione culturale.” La vicesindaca invece ha sottolineato l’importanza dei luoghi fisici della cultura: “Con questa mostra restituiamo Calamatta alla sua città. Cultura e istruzione passano anche attraverso gli spazi che raccontano il nostro passato. È lì che si crea un legame autentico tra visitatori, artisti e opere.” Conclusa l’introduzione dell’evento, il pubblico ha potuto accedere alla mostra, che espone manoscritti, dipinti, opere incise e documenti storici legati alla vita di Calamatta. Grande la partecipazione dei cittadini, incuriositi da una pagina di storia civitavecchiese finora poco esplorata, ma oggi finalmente riportata alla luce.
Orari della mostra
La mostra sarà visitabile gratuitamente nelle seguenti date:
– 21 giugno 2025 – ore 18:00–20:00
– 23–27 giugno 2025 – ore 10:00–13:00 e 16:00–18:00
Chi era Luigi Calamatta
Nato a Civitavecchia nel 1801, Luigi Calamatta fu artista, incisore e intellettuale risorgimentale. Figlio di un ingegnere portuale e di una madre appassionata d’arte, lasciò giovanissimo la città per formarsi in Germania e Olanda. Le sue opere lo portarono alla ribalta internazionale: celebre la sua incisione della Gioconda, che gli valse una medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi del 1855. Tra i suoi lavori più importanti anche la Beatrice Cenci di Guido Reni e la Madonna della Seggiola di Raffaello. Partecipò ai moti rivoluzionari del 1848 e si appassionò anche alla fotografia. Morì a Milano nel 1869 e fu sepolto al Cimitero Monumentale, ma nel 1885 le sue spoglie furono riportate a Civitavecchia per volontà del Comune.
Daniele Oliviero


