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Dsa, la proposta di legge oggetto di audizioni in commissione settima

All’ordine del giorno oggi dei lavori della VII Commissione – Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta da Alessia Savo, un’audizione sulla proposta di legge n. 19, concernente: “Disposizioni in favore di persone con disturbi specifici di apprendimento”, avente come primo firmatario il consigliere Rodolfo Lena del Partito democratico. Proprio Lena ha illustrato brevemente i contenuti di questa proposta di legge. La certificazione deve essere rilasciata in modo più celere da struttura pubblica o accreditata, secondo Lena, è previsto nella proposta di legge un comitato tecnico scientifico e l’auspicio è che con le assunzioni nella sanità si possa fare fronte a quanto prevede questa legge, che si spera anche diventi subito operativa una volta approvata.

Tra gli invitati, la prima associazione a prendere la parola è stata la Aid (Associazione italiana dislessia), con la dott.ssa Flavia Crescenzi; positivo il suo giudizio su questa proposta, anche se il problema è la carenza di strutture pubbliche che rilascino la prima certificazione. Alcune osservazioni sono state proposte dall’associazione, a partire dalla parte introduttiva della normativa, ma anche sull’ articolo 10, nel quale ci sono alcune cose poco chiare, così come nel successivo art. 11: si tratta, secondo Aid, soprattutto dei dettagli dei benefici economici previsti. Anche il richiamo alla normativa nazionale non è chiarissimo, secondo Aid, che si chiede anche se le tutele di questa legge si estendano agli studenti medi superiori. Disponibile alla collaborazione si è comunque detta l’associazione.

A seguire, Age (Associazione Genitori) Lazio, con il suo presidente Piergiorgio Berardi, ha ringraziato la commissione e formulato a sua volta delle osservazioni sugli articoli 5 e 6. Sul primo, si rischia, a dire dell’associazione, una sovrapposizione di norme e si auspica una maggiore destinazione di risorse alle famiglie. Anche sull’articolo 6 il rischio principale è ritenuto essere quello di una sovrapposizione con la normativa nazionale che non va a vantaggio della posizione delle famiglie. Non si comprende infine, ha concluso il rappresentante Age, la ratio dell’istituzione della Giornata regionale del Dsa pochi giorni prima di quella mondiale. Lo strumento dell’Isee è ritenuto troppo rigido per parametrare il diritto ai benefici.

Infine, la parola è passata alla dottoressa Laura Franceschini coordinatrice di Airipa (Associazione italiana per la ricerca e l’intervento nella psicopatologia dell’apprendimento), associazione che ha rilevato una composizione non soddisfacente del comitato tecnico scientifico, dal punto di vista del coinvolgimento dei professionisti del settore. Nell’articolo 11, in cui si parla di contributi, se ne parla solo a proposito della fase successiva alla certificazione, è stato detto, mentre è noto come la fase più critica per le famiglie sia proprio quella dell’ottenimento della certificazione. Poi, da un punto di vista squisitamente tecnico, sarebbe opportuno secondo l’associazione parlare di abilitazione anziché di riabilitazione, poiché non si tratta di ripristinare abilità già esistenti, in questo tipo di patologie. D’accordo anche Airipa con la necessità di richiamarsi maggiormente alle linee guida e alla normativa nazionale.

Il consigliere Lena ha replicato su alcuni punti ascoltati, anzitutto dicendo che l’obiettivo è quello di accreditare le strutture private, che potranno offrire la certificazione come quelle pubbliche, con nessun costo a carico dell’utente. Alcune osservazioni fatte sono condivisibili, secondo Lena, ma non sono state inserite nella legge perché essa andrà integrata dal regolamento di Giunta. No a commistioni improprie tra Dsa e disabilità genericamente intesa, ha sottolineato in conclusione Lena.

Marta Bonafoni del Pd nel suo intervento ha suggerito di fare tesoro delle esperienze già fatte sul campo e consolidate nelle linee guida per inserirle nella proposta, senza lasciare tutti i dettagli al regolamento. “Massima attenzione” per questa proposta di legge è stata assicurata da parte di Maria Chiara Iannarelli di Fratelli d’Italia.

Erano presenti anche i consiglieri Eleonora Berni e Daniele Sabatini di Fratelli d’Italia, Fabio Capolei e Giorgio Simeoni di Forza Italia, Laura Cartaginese della Lega, Luciano Crea della lista Rocca e Nazareno Neri dell’Unione di centro.

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

 

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