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Marino: Oggi alla Sala Lepanto incontro pubblico sul tema del lavoro

Ristabilire la dignità del lavoro e dei lavoratori è una priorità assoluta. Oltre al lavoro nero, affatto eliminato dalle norme dettate dal jobs act sono stati introdotti una miriade di contratti nazionali sottoscritti da sigle di rappresentanza di comodo create proprio per gestire il taglieggiamento di milioni di lavoratori. Ad oggi se ne contano ben 985 e sono presenti in tutti i comparti, dal commercio al tessile, dai metalmeccanici alla logistica vi è ormai un esercito di donne e uomini che subiscono l’avvilente situazione di essere lavoratori di serie B, privi di diritti, con salari da fame, privi del rispetto delle norme sulla sicurezza e sotto la costante minaccia del licenziamento.

Una umiliazione costante al posto dei diritti che potrebbe essere arginata dai giudici del lavoro, ma si sa, chi è costretto a subire il ricatto non è in condizione di aprire una causa.

Come affrontare tale questione?

Una nuova norma sulla rappresentanza sindacale e l’ introduzione del salario minimo potrebbero rappresentare una prima importante risposta a quella che ormai è una emergenza nazionale. La politica e i sindacati non possono e non debbono essere estranei alla introduzione di correttivi sostanziali sul quanto colpevolmente introdotto dal jobs act. Gli stipendi da fame, i ricatti, il lavoro senza ferie e con orari da immediato dopoguerra sono una vergogna nazionale da rimuore senza se e senza ma. Dunque le morti sul lavoro sono solo uno dei drammatici aspetti che deriva dalla deregolamentazione del mercato del lavoro. Recuperare l’etica del lavoro è oggi un obbligo di civiltà.

 

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